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Biblioteca della Corte dei conti A. De Stefano Biblioteca della corte dei conti A. De Stefano Biblioteca della corte dei conti A. De Stefano

Monografie su storia e funzioni della Corte dei conti

PREMESSA

Nell'incipit di un volumetto sulla Corte dei conti, autore il "professore pareggiato di Diritto costituzionale nella R. Università di Torino Avv. Gio. Batt. Ugo", si legge: "La Instituzione della Camera dei Conti, corrisponde al bisogno di una buona amministrazione finanziaria, alla utilità e necessità che le entrate sieno riscosse, poi versate nelle casse dell'Erario, e che da queste non escano se non nel modo dalla legge previsto. Oggi essa è una fra le più alte magistrature dello Stato, ed è indipendente dal potere esecutivo".
Il Presidente onorario della Corte dei conti Fortunato Rostagno, autore di una pubblicazione sulla storia e le funzioni dell'Istituto, edito a Milano per i tipi dei Fratelli Treves, nel 1929 scriveva: La Corte dei conti, "provvida istituzione", "è sorta con una legge esemplare, dalla illuminata mente di due grandi benemeriti della patria: Camillo Cavour e Quintino Sella".
Sono queste alcune tessere di un mosaico che, visitando la Biblioteca della Corte dei conti, intitolata ad "Antonino De Stefano"1, può essere ricomposto e può gettare luce su storia, struttura, competenze e funzioni della "prima magistratura dell'Italia unita", come ebbe a ricordare Quintino Sella nel discorso inaugurale del 1° ottobre 1862.
Il presente lavoro, oltre ad offrire la bibliografia cronologico-alfabetico delle monografie riguardanti la Corte dei conti, quasi tutte conservate in un particolare fondo librario esistente presso la Biblioteca, intende anche proporre la suggestione di un percorso identitario attraverso il quale ritrovare le solide radici che fanno le ragioni del "nostro" futuro.
Per questa pubblicazione2 corredata da fotografie di frontespizi segnati dai bolli di proprietà e dai numeri d'inventario d’epoca e dalla riproduzione di alcune circolari manoscritte (una a firma del primo Presidente della Corte dei conti, Federico Colla), non può mancare un grazie ai tanti colleghi e amici di Biblioteca, DGSIA e Centro fotolitografico, che hanno contribuito alla sua realizzazione con passione e professionalità.

Maria Luisa Lanzafame
(versione aggiornata, novembre 2012)

 

 

1La data di nascita della Biblioteca si può far risalire al 1862 allorché, per effetto dell'art. 51 della legge n. 800 del 14 agosto di quell'anno, furono abolite le Corti dei conti di Torino, Firenze, Napoli e Palermo e riunite nella Corte dei conti del Regno d’Italia.
La Biblioteca seguì le sorti dell'Istituto trasferendosi da Torino a Firenze nel 1865, per effetto della legge 11 dicembre 1864, n. 2032 e, quindi, per effetto della legge 4 febbraio 1871, n. 33 a Roma, capitale definitiva, presso il Palazzo del Ministero delle Finanze.
Oggi, con i suoi oltre 220.000 volumi, in continuo incremento, e i 3.000 periodici, italiani e stranieri, tra correnti e cessati, essa è fra le maggiori Biblioteca giuridiche nazionali, con carattere specialistico nell'ambito del diritto pubblico, del diritto civile, dell'economia e della contabilità pubblica, con sezioni dedicate alle discipline delle scienze sociali.
2Nella descrizione dei volumi si è conservata la punteggiatura convenzionale della scheda catalografica secondo gli standard internazionali in uso.

TAVOLE

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